Appare oggi scontato, quasi un luogo comune, affermare che le aziende
che vogliono restare efficacemente sul mercato devono continuamente
evolversi, mutare, reinventarsi: alle soglie del terzo millennio la
gran parte delle imprese produttive ha accettato di confrontarsi con un
mercato globalizzato, in costante accelerazione in cui i tre/sei mesi
rappresentano già un orizzonte di medio periodo.
L'economia postbellica fino agli anni '80, con la sua crescita
impetuosa, con le sinergiche esplosioni di massa ed i processi di
fusione ed incorporazione volti ad accrescere dimensioni e potere per
dominare i mercati secondo l'assioma grande = efficiente, ci ha fatto
credere ad un sistema economico strutturato come una lunga e comoda
autostrada lanciata verso il successo, un'autostrada da percorrere con
potenti berline di lusso oggi e domani come ieri , senza scarti o
variazioni significative in un processo lineare dove più forte, più
grande e più potente rappresentavano i principali fattori di successo (
2).
La storia più recente ci ha invece dimostrato che nessuno può sperare
di viaggiare verso il futuro col pilota automatico inserito.
Discontinuità,, cambiamento, frammentazione, conoscenza ed
informazione, i fattori dirompenti introdotti nello scenario economico
globale dalla cosiddetta
terza ondata (3)
portata dalla rivoluzione digitale, hanno stravolto l'autostrada
dell'economia trasformandola in un marasma di percorsi tortuosi ed
affollati che non si prolungano più all'infinito ma bensì si inoltrano
in una terra sconosciuta ed ignota, in un mondo che "appare dominato
dall'incertezza e dal caos. Un mondo caratterizzato dall'accelerazione
e dal cambiamento" (
4).
Le vecchie e potenti
berline non sono più capaci di portarci in questa terra ignota ed è
ogni giorno più palese il bisogno di un veicolo di nuova concezione e
di piloti con nuove tecniche di guida. Il modello organizzativo e
manageriale che fino a ieri ha guidato le imprese sulla strada del
successo è oggi, proprio per la sua intrinseca natura lineare, per la
logica newtoniana che lo impregna, il maggior vincolo ed ostacolo per
proseguire su questa strada.
Trasformarsi, rinnovasi e riorganizzarsi è dunque il must di ogni
organizzazione, la conditio sine qua non per restare attivi ed in
competizione, ma non è ancora sufficiente. Certo chi non saprà
rinnovarsi e trasformarsi velocemente introducendo quella flessibilità
e quella capacità di cogliere le "opportunità discontinue" della nuova
era è destinato a restare tra i ritardatari o peggio a non arrivare mai
al traguardo, ma ancora più fondamentale sarà la capacità di decidere
dove andare e con quale visione del proprio ruolo.
Capire il cambiamento, anticipare l'evoluzione, assimilare
l'accelerazione, avvantaggiarsi e non sopperire alla discontinuità del
futuro percorrendo una visione strategica capace di assicurare un
vantaggio competitivo sostenibile rappresentano l'altra faccia della
medaglia necessaria per cavalcare la terza ondata, una medaglia che su
un lato vede scritta la parola
organizzazione e sull'altra ci fa leggere
leadership.
Una leadership intesa ovviamente non in modo tradizionale, come guida
verticistisca di un'organizzazione gerarchicizzata, ma come insieme di
competenze capaci di originare una visione strategica creativa e
sostenibile e in grado di trasmetterla ad ogni livello dell'impresa.
La macchina organizzativa del futuro dovrà poter contare su leader
dotati di conoscenze, talento ed intuito tali da determinare la visione
e l'orientamento dell'azienda, a prescindere ma senza dimenticare il
suo passato, interpretando il cambiamento. Sicuramente non saranno
manager di stampo burocratico, probabilmente non saranno neppure
cresciuti verticalmente dall'interno dell'azienda stessa, ma saranno
veri e propri imprenditori, capaci di assumersi i rischi
dell'innovazione.
La stessa innovazione organizzativa in fondo rappresenta un rischio,
anzi spesso il vero rischio per il management aziendale che percepisce
ogni attacco allo status quo come una messa in discussione personale
dei propri ruoli. Il management tradizionale è abituato ad approcciare
il cambiamento pragmaticamente trovando il "giusto modo per". In
effetti per gran parte dei manager attuali esiste sempre "un modo per"
fare qualsiasi cosa; non a caso fioriscono i manuali per fare soldi,
per vendere di più, per lavare l'auto, per conquistare il gentil sesso,
per cambiare le organizzazioni (
5).
Il problema è che il cambiamento per il cambiamento, fine a se stesso,
pur se rispettoso delle regole più moderne della teoria del management,
è assolutamente inutile se non è supportato dalla leadership che ne
sappia guidare la direzione ed ottimizzare l'attuazione. Non a caso
possiamo riscontrare in più o meno tutte le aziende un utilizzo
generalizzato delle più moderne tecniche di management (
figura 1) e che, malgrado ciò, sono solo una manciata quelle che ogni anno ne traggono effettivi e palesi vantaggi strategici.
Molto spesso la chiave del successo sta più nell'innestare nuove figure
competenti per particolari situazioni che non applicare tecniche e
regole per insegnare un nuovo mestiere ad un management esistente che
dovrebbe, invece, farsi carico di rappresentare ed assicurare la
continuità aziendale ed il valore della tradizione proprio di fronte al
cambiamento.
Dicevamo all'inizio che appare oggi scontato affermare che le aziende
che vogliono restare efficacemente sul mercato devono continuamente
evolversi, mutare, reinventarsi, meno scontato è estendere tale
considerazione anche alle aziende di servizi, nello specifico a quelle
che operano nel settore sanitario.
I primi sintomi di un nuovo affanno da competizione si sono manifestati
nel comparto con l'inizio degli anni '90, a colpi di qualche scandalo e
sull'onda di una nuova voglia di efficienza (anche politica) molte
aziende del settore, pubbliche e private, si sono trovate piano piano a
fare i conti con budget, obiettivi, performance, diversificazioni
normative e, non ultimo, col mercato.
L'avvento del 2000 ha sancito, in modo pressochè definitivo, anche per
questa tipologia di imprese un nuovo scenario competitivo, i tagli
generalizzati alla spesa pubblica in materia di sanità da un lato e
l'obiettivo dell'erogazione di valore all'utenza sono diventati must su
cui tarare il livello di efficacia del management anche nell'azienda di
servizi a carattere sanitario.
Ne sono un caso emblematico le aziende termali italiane, per la maggior
parte di proprietà pubblica, che stanno attraversando percorsi di
trasformazione strutturale, organizzativa, societaria e di proprietà,,
rapidi ed impetuosi, proprio per affrontare e riuscire a competere con
le nuove sfide di questo terzo millennio.
Le TERME di TABIANO
trovare una visone per affrontare il cambiamento
E' anche il caso delle Terme di Tabiano, che in questi ultimi anni
hanno visto una marcata evoluzione/trasformazione nel loro essere, una
decisa riqualificazione strutturale e infrastrutturale, ma anche un
nuovo approccio al mercato, un diverso modo di essere in relazione con
i propri utenti.
Le Terme di Tabiano sono un'azienda termale matura che opera
all'interno di un mercato maturo, sono leader di settore in Italia e in
Europa, sono specializzate nel settore delle cure inalatorie, della
cosmetologia e nella cura della pelle, sono fortemente vocate al
termalismo curativo e sanitario.
L'azienda, una S.p.A. a proprietà interamente pubblica del Comune di
Salsomaggiore Terme, sta attraversando una fase di profonda
trasformazione che trova riscontro cronologico con due enormi
cambiamenti del quadro di riferimento in cui si trova ad operare: un
primo radicale cambiamento di carattere normativo avvenuto a cavallo
degli anni '80 che ha visto l'abolizione di molti privilegi in termini
di convenzioni col SSN (
6);
il secondo e altrettanto radicale cambiamento legato al mutato contesto
socio/culturale e degli stili di consumo nel mercato di riferimento.
Queste grandi trasformazioni hanno comportato un drastico
ridimensionamento del numero di utenti passati dai 70.000 del 1980 ai
circa 40.000 del 2003
La prima reazione a questi fattori di crisi è stata inserire ed
attivare, a partire dal 1985, in azienda le funzioni di Pubbliche
Relazioni e Pubblicità, questo ha corrisposto ad una prima fase in cui
l'azienda produceva un marketing inconscio e totalmente orientato al
prodotto cercando di promuovere la vendita di cure termali.
Si è dovuti arrivare a metà degli anni '90 per veder emergere la
consapevole necessità di attivare una vera e propria funzione di
marketing capace di iniziare ad approcciare i mercati cercando di
capirne i bisogni e, interpretandoli, offrire un prodotto più
qualificato in funzione di quelle che erano le aspettative dell'utenza.
Nel frattempo il calo di clienti diventava anno dopo anno più
drammatico. Cosa si è fatto per reagire a questa situazione? La nuova
funzione di marketing, assieme ai vertici aziendali tradizionali, ha
iniziato a porre il problema di immaginare, cercare di capire, di
comprendere quali erano aree di business aziendale strategiche non per
un profitto fine a se stesso, ma che potevano avere una prospettiva di
sviluppo "profittevole" di più ampio respiro rilanciando una reason why
capace di rimotivare la propria utenza.
In una parola l'azienda ha iniziato a cercare una
visione
per il suo futuro. E lo ha fatto tenendo fermo il principio che le aree
di business di crescita su cui investire dovevano essere coerenti con
la sua vocazione tradizionale, con la scelta di specializzazione che
risaliva a circa vent'anni prima.
Dall'integrazione tra
un processo di innovazione interna, corrispondente all'inserimento in
azienda di nuove figure professionali competenti, con i manager
cresciuti internamente, quindi grazie ad un tentativo di integrazione
tra innovazione e tradizione, iniziò a formarsi una visione che
individuava un percorso di sviluppo futuro incentrato sul concetto
fondamentale che le aree di business non solo dovevano essere coerenti
con la vocazione dell'azienda, ma dovevano trovare fondamento nelle
caratteristiche terapeutiche dell'acqua termale per garantire con
continuità e coerenza la mission originaria delle terme: "erogare
benessere" per i propri utenti.
Con questi presupposti vennero individuate sostanzialmente quattro aree
strategiche per riqualificare l'insieme dell'offerta di benessere di
Tabiano: l'area pediatrica, la dermocosmetologica, la riabilitativa e
l'area commerciale. Come sono state sostenute queste aree?
Sostanzialmente con tre direttrici, una è l'
innovazione
che vuol dire nuove cure e sempre migliori tecnologie; non facile per
un'azienda già tecnologicamente molto avanzata come Terme di Tabiano.
L'altra sono i
servizi: curare era estremamente importante ma
non più sufficiente, bisognava essere in grado di curare in maniera
piacevole, avendo una struttura aziendale più orientata verso il
cliente. Uno dei vincoli aziendali era infatti quello della
standardizzazione, agendo su un numero molto elevato di clienti
(50.000) i sevizi erano standardizzati mentre occorreva sempre più
immaginare dei percorsi capaci di offrire a persone diverse standard di
servizi diversi.
La terza direttrice l'
organizzazione, per far crescere in azienda una mentalità e un team di lavoro in grado di favorire e gestire il miglioramento continuo.
In quest'ultima fase (dopo il 2000) l'azienda ha fatto un passo
ulteriore. Si è accorta che essere orientati al mercato non è più
sufficiente, è necessario orientarsi al consumatore, al consumatore
nella sua individualità, nella sua specifica richiesta di servizio e
attenzione. Si stanno attivando politiche di promozione e di marketing
relazionale
che consentono di analizzare e valutare non solo quelli che sono i
bisogni espressi o latenti della clientela, ma anche di cercare di
capire quelli che potrebbero essere i loro bisogni in divenire.
Sotto questo aspetto, al di là delle attività di marketing e
comunicazione classiche, come la campagna pubblicitaria che pur è
stata, negli ultimi anni, interessante e di rilievo, si è iniziato a
stimolare un feedback bidirezionale utilizzando tutti gli strumenti di
comunicazione dell'azienda. Oggi l'azienda invita in ogni occasione gli
utenti a entrare in contatto, a chiedere, a esprimere le proprie
critiche, le proprie esigenze o aspettative. Viene realizzata e inviata
a tutti una newsletter personalizzata in cui si presenta non tanto il
prodotto termale, ma il modo di agire e di essere, di vedere le cose
alle Terme di Tabiano.
Il contatto azienda/utente viene stimolato e favorito, tramite numero
verde, couponing, questionari, snap mail ed e.mail, ma soprattutto è
stato aperto un filo diretto concreto mettendo a disposizione di tutti
quanti sono interessati l'accesso alle la possibilità di dialogo con le
singole funzioni aziendali.
Questo è stato ulteriormente enfatizzato grazie all'utilizzo del web.
Terme di Tabiano si è affacciata al web nel 2000 con un sito internet (
7)
abbastanza completo e strutturato, dove vengono fornite tutte le
informazioni sulle cure, le patologie ecc.; ma questa è una cosa
normale, meno usuale forse è stato aver cercato, da subito, di
implementare al massimo anche quel discorso di rapporto diretto con gli
utenti, stimolandone il contatto.
I visitatori del sito hanno raggiunto la considerevole cifra di 50000 contatti netti (
8)
nel 2003, sono nuovi contatti, sono nuove persone che conoscono non
solo Terme di Tabiano ma che hanno avuto modo e l'opportunità di
conoscere anche la cittadina di Tabiano, la sua ospitalità i dintorni
le manifestazioni che ci tengono e approfondire tutte le tematiche
legate alla richiesta di benessere e di salute offerte sul territorio.
Tra questi contatti oltre 4000 ogni anno scrivono all'azienda tramite
il sito, chiedendo approfondimenti, consigli sugli alberghi, sulle
cure, sugli intrattenimenti, ecc. ed a tutti viene data risposta entro
massimo 48 ore.
Perchè tutto ciò? Perchè, come ben sa chi opera nel marketing, i
clienti hanno sostanzialmente tre tipi di bisogni: bisogni espliciti,
impliciti, latenti. Le aziende che sanno soddisfare i primi due,
espliciti e impliciti, sono sostanzialmente aziende che si trovano
nella fascia della sufficienza, non stupiscono il cliente. Per essere
nella fascia dell'eccellenza occorre essere capaci saper soddisfare il
bisogno latente, quello che il cliente non sa di avere. Ma
paradossalmente quando ha soddisfatto quel bisogno, l'anno successivo,
il bisogno da latente diventa esplicito, quindi limitarsi a continuare
a soddisfare quel bisogno non lo stupisce più..
La propensione al cliente dell'organizzazione deve consentire di creare
e mantenere questo stupore, oggi più di ieri, anche nell'azienda di
servizi, anche nell'azienda pubblica di servizi, come appunto le Terme
di Tabiano, che stanno affrontando il cambiamento cercando di coniugare
al meglio innovazione e tradizione, la prima seguendo la strada della
competenza, la seconda non disperdendo il valore esperienza.
Note:
1) Philip Kotler,
Il marketing secondo Kotler. Come creare, sviluppare e dominare i mercati, 1999
2) Cfr. Rowan Gibson,
Ripensare il business, in Ripensare il futuro, i nuovi paradigmi del business, 1996-97
3) La prima ondata viene identificata con la rivoluzione agricola che
sbaragliò caccia e nomadismo dal modello economico dell'umanità; la
seconda ondata con la rivoluzione industriale che introdusse un modello
di creazione della ricchezza incentrato sulla fabbrica e sui processi
di massificazione; la terza con la rivoluzione digitale che sposta il
baricentro sui concetti di competenza e demassificazione. Cfr. Alvin e
Heidi Toffler,
La terza ondata, 1980
4) Cfr. Rowan Gibson,
Ripensare il business, in Ripensare il futuro, i nuovi paradigmi del business, 1996-97, pag. 13
5) Cfr. Gianfilippo Cuneo, in
Ripensare il futuro, i nuovi paradigmi del business, 1996-97, pag. XII
6) Nell'ambito dei cambiamenti normativi sul termalismo soprattutto
l'abolizione della possibilità di fruire di permessi retribuiti che non
intacchino le ferie ha azionato un volano di forte cambiamento nei
comportamenti dei "
curandi"
che, oltre a perdere il diritto ad un periodo extra di ferie per cure
termali (15 gg.), si sono anche dovuti accollare in toto i costi del
soggiorno (Hotel) precedentemente a carico del SSN.
7)
www.termeditabiano.it
8) contatti netti calcolati sugli IP
Pubblicato su Sistemi & Impresa - ETAS Periodici - Novembre 2004